Programma del Laboratorio e dell'insegnamento di Disegno Urbano (8 C.F.U.)
Prof. Giancarlo Consonni
Prof. Giancarlo Consonni
L'orizzonte problematico e il progetto formativo
Le contraddizioni e gli squilibri che interessano gli assetti territoriali e la qualità dell'abitare, la crisi che investe i valori urbani e ambientali, la caduta della bellezza dei luoghi e dei paesaggi: è a partire da questi tre ordini di questioni che il Laboratorio Progetto urbano e del paesaggio fonda l'attività formativa. Obiettivo è la formazione di un architetto-urbanista-paesaggista in grado di affrontare le modificazione dell’ambiente fisico secondo fondamenti di razionalità civile e di urbanità.
Da qui la rilevanza data alla conoscenza e alla interpretazione dei contesti, intesi come ambiti di relazione e dunque sempre assunti a varie scale di rappresentazione, strettamente interconnesse, di analisi e progetto. La fisicità, punto di partenza e di arrivo del procedimento, è indagata nelle sue relazioni con la società, i gruppi e gli individui attraverso la messa a fuoco delle attività umane nello spazio, dei modi d’uso e delle relazioni significanti che interessano i luoghi e i paesaggi.
Il sapere e le tecniche specifiche relative agli assetti fisici si alimentano pertanto di uno scambio intenso con le scienze umane da un lato e con l’architettura dall’altro; il che implica sia l’acquisizione di un linguaggio che consenta di dialogare con gli altri ambiti della conoscenza e del progetto sia la costruzione, assistita ma alla fine autonoma, da parte dello studente della capacità di opera una sintesi fra i vari apporti.
Con riferimento a contesti concreti assunti come articolata unità di territorio, ambiente e paesaggio, il progetto fa i conti con vincoli e potenzialità configurando soluzioni e modalità di coinvolgimento dei soggetti e degli attori sociali.
L’attività di progettazione implica dunque sia un addestramento alla conoscenza e al controllo delle variabili strutturali sia l’acquisizione di una capacità di configurare paesaggi in una procedura aperta a scambi dialettici con una pluralità di soggetti, di conoscenze e di esperienze.
In sintesi, il Laboratorio persegue l’acquisizione da parte dello studente di un’autonoma capacità di:
1. riconoscere i valori e le valenze di senso depositate nell’ambiente costruito nonché i vincoli e le potenzialità dei contesti;
2. praticare la difficile arte del ricreare città e di dar vita a luoghi e paesaggi ospitali, belli e sostenibili.
Contenuti dell’insegnamento
Il Laboratorio offre allo studente la possibilità di costruirsi un bagaglio teorico e pratico in ordine a:
1. i processi di formazione della metropoli contemporanea e i fondamenti sociali, antropologici e architettonici dello spazio costruito in una prospettiva storica;
2. lo stato della disciplina del disegno urbano e di paesaggio;
3. i caratteri, i vincoli e le potenzialità di senso dei contesti;
4. la progettazione responsabile all’altezza dei problemi e delle tensioni che investono la soc-ietà contemporanea. Ciò passa, fra l’altro, attraverso l’acquisizione della capacità di coniugare, nei modi propri del disegno urbano e di paesaggio, privato e di pubblico, rifugio e relazione, moto e quiete, artificio e natura nella riconquista di una misura relazionale e di una tensione a una bellezza d’assieme.
Struttura didattica
Una volta scelta un'area problema nel contesto lombardo indicata in modo motivato dalla docenza, lo studente procederà a un lavoro di analisi e interpretazione sulla base delle modalità d'approccio delineate nelle lezioni introduttive.
Parallelamente al procedere dei cicli di lezione, lo studente intraprenderà quindi un’esperienza di disegno urbano tenendo conto dei rapporti a più ampia scala e spingendosi fino a verifiche architettoniche.
Modalità d'esame
La frequenza è obbligatoria. Senza la presentazione degli elaborati di analisi e di progetto richiesti lo studente non può essere ammesso all'esame. L'esame verte sui contenuti delle lezioni oltre che sul lavoro analitico e progettuale.
Bibliografia minima
Indicazioni bibliografiche e altri materiali verranno forniti per ciascun ciclo di lezioni e a supporto del lavoro di analisi e di progetto.
Programma dei corsi integrativi di Architettura dei parchi e dei giardini e di Architettura del paesaggio (4 C.F.U.)
Prof. Vincenzo Gaglio
Obiettivi formativi
Il corso è inteso come un supporto organicamente concepito con la struttura del laboratorio di progettazione urbanistica: con riferimento alle ricerche progettuali degli studenti, si propongono esempi di realizzazioni paesaggistiche in stretto rapporto con il disegno urbano. L'intento è quello di fornire una produzione di esempi dell'arte dei giardini che si ponga come terreno di preparazione per l'attività del laboratorio, favorendo la predisposizione di un ‘atlante critico’ di alcune delle più significative esperienze di disegno urbano, con un approccio diacronico che attinge alla storia della città come alle più recenti esperienze di progetto urbano. Particolare attenzione è riservata al passaggio tra le varie scale del progetto e ai problemi di rappresentazione.
Contenuto dell'insegnamento
Lineamenti di storia del paesaggio e dei giardini occidentali:
- L’hortus conclusus
- Il giardino all’italiana
- La terza natura del giardino manierista
- Il trionfo del giardino barocco
- Il giardino romantico
- Il giardino pubblico
- Il parco urbano
- Il novecento e la cultura contemporanea del paesaggio
Approfondimento di alcuni elementi di disegno urbano:
- Il ponte abitato
- Gli square e le piazze
- Il cortile/il chiostro
- La strada, la promenade, il boulevard
- Il verde attrezzato sportivo/ricreativo
- La presenza dell’acqua
- Il giardino pensile
- I parcheggi per le automobili e il paesaggio urbano
- Il carattere architettonico del verde: alberi, arbusti, cespugli, texture, ecc.
Bibliografia
Altri riferimenti bibliografici e materiali di supporto saranno forniti durante le lezioni.
Le contraddizioni e gli squilibri che interessano gli assetti territoriali e la qualità dell'abitare, la crisi che investe i valori urbani e ambientali, la caduta della bellezza dei luoghi e dei paesaggi: è a partire da questi tre ordini di questioni che il Laboratorio Progetto urbano e del paesaggio fonda l'attività formativa. Obiettivo è la formazione di un architetto-urbanista-paesaggista in grado di affrontare le modificazione dell’ambiente fisico secondo fondamenti di razionalità civile e di urbanità.
Da qui la rilevanza data alla conoscenza e alla interpretazione dei contesti, intesi come ambiti di relazione e dunque sempre assunti a varie scale di rappresentazione, strettamente interconnesse, di analisi e progetto. La fisicità, punto di partenza e di arrivo del procedimento, è indagata nelle sue relazioni con la società, i gruppi e gli individui attraverso la messa a fuoco delle attività umane nello spazio, dei modi d’uso e delle relazioni significanti che interessano i luoghi e i paesaggi.
Il sapere e le tecniche specifiche relative agli assetti fisici si alimentano pertanto di uno scambio intenso con le scienze umane da un lato e con l’architettura dall’altro; il che implica sia l’acquisizione di un linguaggio che consenta di dialogare con gli altri ambiti della conoscenza e del progetto sia la costruzione, assistita ma alla fine autonoma, da parte dello studente della capacità di opera una sintesi fra i vari apporti.
Con riferimento a contesti concreti assunti come articolata unità di territorio, ambiente e paesaggio, il progetto fa i conti con vincoli e potenzialità configurando soluzioni e modalità di coinvolgimento dei soggetti e degli attori sociali.
L’attività di progettazione implica dunque sia un addestramento alla conoscenza e al controllo delle variabili strutturali sia l’acquisizione di una capacità di configurare paesaggi in una procedura aperta a scambi dialettici con una pluralità di soggetti, di conoscenze e di esperienze.
In sintesi, il Laboratorio persegue l’acquisizione da parte dello studente di un’autonoma capacità di:
1. riconoscere i valori e le valenze di senso depositate nell’ambiente costruito nonché i vincoli e le potenzialità dei contesti;
2. praticare la difficile arte del ricreare città e di dar vita a luoghi e paesaggi ospitali, belli e sostenibili.
Contenuti dell’insegnamento
Il Laboratorio offre allo studente la possibilità di costruirsi un bagaglio teorico e pratico in ordine a:
1. i processi di formazione della metropoli contemporanea e i fondamenti sociali, antropologici e architettonici dello spazio costruito in una prospettiva storica;
2. lo stato della disciplina del disegno urbano e di paesaggio;
3. i caratteri, i vincoli e le potenzialità di senso dei contesti;
4. la progettazione responsabile all’altezza dei problemi e delle tensioni che investono la soc-ietà contemporanea. Ciò passa, fra l’altro, attraverso l’acquisizione della capacità di coniugare, nei modi propri del disegno urbano e di paesaggio, privato e di pubblico, rifugio e relazione, moto e quiete, artificio e natura nella riconquista di una misura relazionale e di una tensione a una bellezza d’assieme.
Struttura didattica
Una volta scelta un'area problema nel contesto lombardo indicata in modo motivato dalla docenza, lo studente procederà a un lavoro di analisi e interpretazione sulla base delle modalità d'approccio delineate nelle lezioni introduttive.
Parallelamente al procedere dei cicli di lezione, lo studente intraprenderà quindi un’esperienza di disegno urbano tenendo conto dei rapporti a più ampia scala e spingendosi fino a verifiche architettoniche.
Modalità d'esame
La frequenza è obbligatoria. Senza la presentazione degli elaborati di analisi e di progetto richiesti lo studente non può essere ammesso all'esame. L'esame verte sui contenuti delle lezioni oltre che sul lavoro analitico e progettuale.
Bibliografia minima
G. Consonni, La difficile arte. Fare città nell'era della metropoli, Maggioli, Milano 2008.
G. Consonni, G. Tonon, La terra degli ossimori. Caratteri del territorio e del paesaggio della Lombardia contemporanea, in Storia d'Italia. Le regioni italiane dall'Unità a oggi. La Lombardia, a cura di D. Bigazzi e M. Meriggi, Einaudi, Torino 2001, pp. 53-187.
G. Consonni, Dalla radura alla rete. Ragione moderna e ospitalità del mondo, Unicopli, Milano 2000;
G. Consonni (a cura di), Teatro corpo architettura, Laterza, Roma-Bari 1998;
G. Consonni (a cura di), Teatro corpo architettura, Laterza, Roma-Bari 1998;
G. Consonni, L'internità dell'esterno. Scritti sull'abitare e il costruire, CittàStudi, Milano 1996;
P. Bottoni, Una nuova antichissima bellezza. Scritti editi e inediti (cura e introduzione di G. Tonon), Laterza, Roma-Bari 1995;
G. Consonni, Addomesticare la città, Tranchida, Milano 1994;
J. Tetlow, A. Goss, Case città traffico, Laterza, Bari 1975.
G. Consonni, Addomesticare la città, Tranchida, Milano 1994;
J. Tetlow, A. Goss, Case città traffico, Laterza, Bari 1975.
Indicazioni bibliografiche e altri materiali verranno forniti per ciascun ciclo di lezioni e a supporto del lavoro di analisi e di progetto.
Programma dei corsi integrativi di Architettura dei parchi e dei giardini e di Architettura del paesaggio (4 C.F.U.)
Prof. Vincenzo Gaglio
Obiettivi formativi
Il corso è inteso come un supporto organicamente concepito con la struttura del laboratorio di progettazione urbanistica: con riferimento alle ricerche progettuali degli studenti, si propongono esempi di realizzazioni paesaggistiche in stretto rapporto con il disegno urbano. L'intento è quello di fornire una produzione di esempi dell'arte dei giardini che si ponga come terreno di preparazione per l'attività del laboratorio, favorendo la predisposizione di un ‘atlante critico’ di alcune delle più significative esperienze di disegno urbano, con un approccio diacronico che attinge alla storia della città come alle più recenti esperienze di progetto urbano. Particolare attenzione è riservata al passaggio tra le varie scale del progetto e ai problemi di rappresentazione.
Contenuto dell'insegnamento
Lineamenti di storia del paesaggio e dei giardini occidentali:
- L’hortus conclusus
- Il giardino all’italiana
- La terza natura del giardino manierista
- Il trionfo del giardino barocco
- Il giardino romantico
- Il giardino pubblico
- Il parco urbano
- Il novecento e la cultura contemporanea del paesaggio
Approfondimento di alcuni elementi di disegno urbano:
- Il ponte abitato
- Gli square e le piazze
- Il cortile/il chiostro
- La strada, la promenade, il boulevard
- Il verde attrezzato sportivo/ricreativo
- La presenza dell’acqua
- Il giardino pensile
- I parcheggi per le automobili e il paesaggio urbano
- Il carattere architettonico del verde: alberi, arbusti, cespugli, texture, ecc.
Bibliografia
G. Cerami, Il giardino e la città. Il progetto del parco urbano in Europa, Laterza, Roma-Bari 1996;
I. Cortesi, Il parco pubblico: paesaggi 1985-2000, Federico Motta, Milano 2000;
M. Fagiolo Giusti, V. Cazzato, Lo specchio del Paradiso. Giardino e teatro dall’Antico al Novecento, Silvana Editoriale, Milano 1997;
B. Gravagnuolo, La progettazione urbana in Europa. 1750-1960, Laterza, Roma-Bari 1997;
M. Mosser, G.Teyssot, L’architettura dei giardini d’Occidente dal rinascimento al novecento, Electa, Milano 1990;
F. Panzini, Per i piaceri del popolo, Bologna, 1993;
M. Zoppi, Storia del giardino europeo, Laterza, Roma-Bari 1995.
I. Cortesi, Il parco pubblico: paesaggi 1985-2000, Federico Motta, Milano 2000;
M. Fagiolo Giusti, V. Cazzato, Lo specchio del Paradiso. Giardino e teatro dall’Antico al Novecento, Silvana Editoriale, Milano 1997;
B. Gravagnuolo, La progettazione urbana in Europa. 1750-1960, Laterza, Roma-Bari 1997;
M. Mosser, G.Teyssot, L’architettura dei giardini d’Occidente dal rinascimento al novecento, Electa, Milano 1990;
F. Panzini, Per i piaceri del popolo, Bologna, 1993;
M. Zoppi, Storia del giardino europeo, Laterza, Roma-Bari 1995.
Altri riferimenti bibliografici e materiali di supporto saranno forniti durante le lezioni.
