di Giancarlo Consonni
Ogni ideologia inventa una prigione. I filosofi creatori di sistemi sono i padri delle dittature e non a caso spesso li vediamo – gli antichi come i moderni – accanto ai dittatori.
Perché ogni sistema di pensiero è stagnazione mentre compito della riflessione è creare un flusso che non si attarda né si compiace nei risultati di un momento.
Rifiutare i sistemi, e i miti in cui s'incrostano i sistemi. Anche i miti di libertà poiché la libertà come mito è distruttrice della libertà come esistenza: dalle irrealtà delle città utopiche alle realtà tristi o tragiche sperimentate nel corso del tempo o da noi stessi vissute in questo secolo senza ragione che fino a poco fa ha creato gulagi dietro recinti e custodi e ora ne inventa uno senza barriere, che chiude gran parte di gente nella marginalità, nell'impotenza, nella disperazione.
Nullo Minissi, 1997
La formazione deve tener conto della dialettica sociale, come anche della voce di chi non ha voce.
Formare capacità progettuali significa dare gli strumenti per la maturazione di capacità tecniche nutrite e illuminate da consapevolezza e responsabilità.
Sono queste le ragioni che hanno portato alla scelta di costruire un sito-web al servizio di un Laboratorio didattico universitario come quello di Progetto urbano e di paesaggio di cui ho la responsabilità nella Facoltà di Architettura civile del Politecnico di Milano.
L'esigenza da più parti avvertita di una maggiore apertura alle Scienze Umane nella formazione politecnica va sottoposta a vaglio critico. Non può trattarsi semplicemente di un qualcosa da aggiungere, a mo’ di integratore vitaminico, né può essere soddisfacente un’impostazione che abbia come orizzonte il vecchio tema delle due culture. Ogni sapere è limitato e il tentativo di aggiungere ciò che ad esso manca per conseguire una (presunta) completezza è proprio di una logica enciclopedica destinata a rivelarsi un’illusione, tanto più in un mondo che cambia così rapidamente.
Coltivare nella formazione progettuale un rapporto con le Scienze Umane va piuttosto inteso come sollecitazione a ricercare un più adeguato senso del conoscere e del fare e dunque di ciò che viene insegnato. Si tratta allora di dare al processo formativo un orizzonte che implichi il tema della responsabilità (nei confronti della società e degli individui) e di creare le condizioni per la maturazione di un'attitudine a problematizzare e un'attrezzatura di concetti e conoscenze che contribuiscano a meglio orientare lo studente nel mondo attuale.
Non solo scambio fra le discipline, dunque: occorre innescare un processo di umanizzazione che investa le Scienze Esatte ma anche le stesse Scienze Umane (soffrendo queste a loro volta di ingessamenti teorici e di involuzioni tecnicistiche). Si tratta di acquisire una maggiore consapevolezza circa le implicazioni che ogni intervento, ancorché connotato come «fatto tecnico», ha per la vita umana e sociale. Dunque umanizzazione come apertura problematica e assunzione di responsabilità.
Contributi in questa direzione possono venire:
- dalla relativizzazione dei punti di vista delle discipline e dall’abitudine al confronto e all’integrazione degli apporti;
- dalla già richiamata apertura problematica e dall’acquisizione di chiavi interpretative ottenute dalla frequentazione critica delle conoscenze attorno all’uomo e alla società.
Apporti non meno rilevanti possono venire dalle arti - le arti figurative, la letteratura, il teatro, la danza, il cinema, la musica - e dalle forme del conoscere e dell’esperire capaci, ciascuna nei modi propri, di sondare in profondità la condizione umana. Il confronto di esperienze in merito allo specifico poiein può portare nuovi alimenti alla cultura politecnica circa i modi del lavoro progettuale e dell'educazione al progetto.
Ringrazio Francesco Vescovi senza la cui dedizione e cura questo sito non sarebbe mai nato.
